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Zane, piccolo villaggio situato sulla costa dell’Oceano Indiano nell’Australia meridionale, è lo scenario entro il quale si svolge la vicenda narrata nel libro della Hewett. Tutt’intorno scogliere percosse dai flutti spumosi del mare, larghe spiagge sabbiose, praterie polverose e foreste che ambientalisti ed aborigeni si affannano a proteggere dalla rapace invadenza dei taglialegna abusivi. Un ambiente di provincia nel quale un gruppo di intellettuali, poeti e professori si muove tra spunti di attività, tensioni intersoggettive, una tranquilla mondanità di piccolo cabotaggio che vede Jessica, da poco arrivata, al centro di curiosità e amichevole interesse. Poi un misterioso incendio distrugge la casa del suo amico Tom e Jessica comincia a percepire strane presenze. “”Sono completamente sola, pensa, Tom se n’è andato, Eric è morto, e la mia unica figlia è dall’altra parte del mondo, a Roma”. Ma in realtà Jessica non è sola, c’è qualcuno, o almeno una storia che ingombrano la vecchia casa sul promontorio, una storia torbida e mai completamente conclusa, un patto suicida risolto nella morte di Mercy Hannah, il cui corpo inerte, mangiucchiato dagli uccelli marini, era cullato dalle onde tra gli scogli, come uno straccio intriso d’acqua. Un’ambigua presenza tra sogno e realtà che per un attimo rischia di perdere Jessica che, alla fine, parte, lascia Zane, continuando “a guidare verso un futuro che né lei né nessun altro poteva davvero prevedere”.
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